Sanificazione ambientale: cosa è e quando va fatta

Eliminare lo sporco visibile non significa andare a fondo e rendere un ambiente sicuro dal punto di vista della salute. Pulizia e sanificazione ambientale: sono la stessa cosa?

La pulizia consiste nell’eliminare macchie, aloni, polvere o odori cattivi, anche con l’obiettivo di rendere esteticamente piacevole un ambiente. Mentre la sanificazione è considerata un’operazione più profonda che include una serie di operazioni tra cui proprio la pulizia.

Cos’è quindi la sanificazione ambientale? Prevede intanto delle tecniche precise che vanno dalla pulizia alla disinfestazione, ma non solo: l’obiettivo è rendere un ambiente sano per le persone che lo abitano (se si tratta di ambienti privati) o che lo vivono (se si tratta di ambienti pubblici).

In particolare, la sanificazione è consigliata in ambienti come scuole, uffici, strutture sanitarie e ricettive, ospedali, tutti quei luoghi quindi in cui batteri e agenti patogeni possono accumularsi e nidificare rischiando di compromettere la salute delle persone.

In cosa consiste? Dopo la rimozione dello sporco visibile e superficiale, viene effettuato il risciacquo per eliminare i detergenti; segue la disinfestazione con detergenti ad azione disinfettante per combattere la presenza di batteri. Nelle operazioni di sanificazione rientrano anche interventi di derattizzazione atti ad eliminare animali infestanti e parassiti.

Vien da sé che sanificazione ambientale debba essere considerata un’operazione non straordinaria, ma una procedura ordinaria da effettuare periodicamente, soprattutto in base all’utilizzo che viene fatto del luogo da sanificare.

Non intervenire ad intervalli regolari significa correre il rischio di un’infezione batterica che può portare alla moltiplicazione dei batteri. È importante quindi attuare misure di prevenzione e manutenzione sfruttando la competenza di professionisti in grado di effettuare la sanificazione ambientale, garantendo salubrità e sicurezza.