Furti di identità e di dati bancari: in crescita la criminalità digitale

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In Italia crescono i furti di dati sensibili e bancari: dati allarmanti che testimoniano quanto l’utente medio del web non sia abbastanza preparato e rimanda vittima della criminalità digitale. Essere superficiali nel web è pericoloso e bisogna prenderne coscienza.

Dati sensibili, password, cvv delle carte di credito, finiscono giornalmente nelle mani sbagliate che rivendono o clonano le identità. Si tratta di un vero e proprio furto tramite particolari espedienti, come il fenomeno del phishing attraverso cui i pirati informatici cercando di indurci a inserire i dati personali per riutilizzarli in modi illeciti.

Presa consapevolezza del pericolo che il web rappresenta, esistono alcune buone abitudini da mettere in pratica per difendersi dalla criminalità digitale.

Dati personali? Li tengo per me. Sembra una banalità, ma non è sempre così. Nel web spesso capita che per accedere a determinati siti, forum, o per l’iscrizione a newsletter, vengano richiesti dati personali. Tenere alta l’attenzione è sempre fondamentale per valutare il rischio. Di che sito si tratta? Perché servono i miei dati? Mai cedere i propri dati sensibili a cuor leggero, quindi.

Pubblicità? No, grazie. Spesso nei siti fanno capolino annunci personalizzati, ad hoc per l’utente che visita la pagina. Il problema è che cliccare non è sempre la scelta giusta. Attratti dal prodotto o dalla notizia che “sembra fatta a posta per noi”, l’utente è indotto a lasciare i propri dati sensibili per accedere a quel determinato servizio o informazione. Mai fidarsi ciecamente: vale sempre la regola del buon senso. Perché dovrei lasciare i miei dati e a quale scopo?

Accettare i termini di utilizzo: a tuo rischio e pericolo. Esistono particolari applicazioni che accedono alle immagini o ai messaggi, o che richiedono numero di telefono e informazioni personali per poterle utilizzare. Accettando i termini di utilizzo, è l’utente stesso a permettere all’applicazione di entrare nella sfera privata. Per quanto siano affidabili, anche le app possono essere oggetto di attacco o, peggio, possono utilizzare le informazioni per altri scopi.

Il problema di chi vive il web e della criminalità digitale è che una volta condivisi i primi dati ne perdiamo il controllo, per questo è importante non agire con leggerezza.

 

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